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Museo didattico della seta

Nella zona comasca arrivò attorno al 1400 e subito ebbe grande sviluppo grazie anche alla lungimiranza del duca Ludovico Sforza, il quale obbligò i contadini a piantare nei loro campi gli alberi di gelso. Questo sua decisione gli valse il titolo di Ludovico il Moro, dal nome della pianta di gelso, in latino “bombix mori” e in dialetto comasco “murun”.

Le foglie di gelso sono infatti ancora oggi l’unico nutrimento del baco da seta, che da migliaia di anni compie il suo ciclo vitale dalle minuscole uova al prezioso bozzolo.

Fino agli inizi del ‘900 i contadini si trasformavano in bachicoltori nel periodo primaverile, per riuscire ad integrare le loro magre entrate economiche. Le donne della famiglia e i bambini erano incaricati di raccogliere le foglie di gelso e tagliarle affinché i minuscoli bruchi potessero cibarsene. Una volta terminata la crescita i bachi cominciano a produrre un sottilissimo filo con quale si avvolgono creando il bozzolo che servirà loro a trasformarsi in farfalla. Quest’ultima fase deve però essere interrotta per poter riuscire a “svolgere” il bozzolo ed ottenere un unico lungo filo che misura circa 1500 metri e che verrà unito ad altri fili per ottenere la giusta resistenza. Da questo momento in poi inizia la trasformazione del filo in tessuto, e soprattutto ciò per cui la città di Como è famosa nel mondo e cioè la creazione del design che rende unico ogni prodotto di seta.

Ancora oggi Como con il suo distretto serico è considerata la capitale mondiale della seta.

Il filo grezzo viene però importato dalla Cina e dal Giappone e nelle numerose tessiture, stamperie e seterie lariane si trasforma in foulard, cravatte abiti e accessori firmati dai nomi più importanti della moda mondiale, che vengono a Como per scegliere i disegni esclusivi per le loro “maisons”.

L’importanza sociale ed economica che la seta ha avuto nel comasco, è testimoniata da alcuni interessanti musei che permettono di conoscere questo prezioso prodotto e le sue varie fasi di lavorazione.

Il museo testimonia la storia della seta a Como. Attraverso le varie sale è possibile ripercorrere il viaggio del prezioso tessuto dal baco fino al prodotto finito.

Molti sono gli strumenti di grande interesse esposti: un torcitoio del 1870, telai a mano, una "barca" per tingere i tessuti e antichi macchinari per la stampa. Nel percorso è stato anche ricostruito un laboratorio chimico con mobili e strumenti utilizzati a cavallo tra 800 e 900.
Orari d'apertura:
Martedì: 9.00 - 12.00 / 15.00 - 18.00
Mercoledì: 9.00 - 12.00 / 15.00 - 18.00
Giovedì: 9.00 - 12.00 / 15.00 - 18.00
Venerdì: 9.00 - 12.00 / 15.00 - 18.00
 
 

Contatti

Via Castelnuovo 9
22100 Como
Tel.: 0039 031 303180
Fax: 0039 031 303180